Cane lupo cecoslovacco, allevamento amatoriale della Vittoria Alata

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UN CANE PER TUTTI, MA...

IL CANE LUPO CECOSLOVACCO:UN CANE PER TUTTI, MA NON PER CHIUNQUE


Il gioco di parole del titolo, ha come preciso obiettivo stimolare la riflessione su chi possa essere il potenziale padrone di questo cane, quale l'approccio alla razza e quali gli impieghi ad essa più congeniali. Che sia un cane non v'è dubbio, ma altrettanto certo è che appartiene a quel ristretto numero di razze, tra quelle riconosciute, molto vicine al lupo per aspetto esteriore, struttura e carattere. L'aspetto affascinante è sotto l'occhio di qualunque osservatore, così come la soggezione che può incutere con lo sguardo attento e penetrante dei suoi occhi chiari. La mole e il folto mantello invernale, che per i maschi in particolare rende ancora più imponenti collo e testa, fanno di lui un cane bello in senso estetico e un guardiano da rispettare. Ciò non significa assolutamente che sia un cane dall'elevata aggressività, nè, tanto meno un cane imprevedibile. L'idea del territorio è ben chiara nella sua testa, quindi segnalerà l'approssimarsi dell'estraneo, ma senza essere particolarmente chiassoso; non abbaia, cioè, in continuazione. E' anche positivo che sia piuttosto diffidente con gli estranei, caratteristica comune ad altri difensori e guardiani quali ad esempio i ben noti dobermann, pastori tedeschi, alani e così via dicendo. Qualunque cane, seppur con delle eccezioni, è un animale sociale che ha quindi bisogno di vivere col branco-famiglia; il lupo cecoslovacco non sfugge a questa regola, anzi è indispensabile tenere in primaria considerazione la sua necessità di stabilire (e rispettare) chiari livelli gerarchici.
Tra i lupi le relazioni sociali e la gerarchia sono fondamentali per la vita del branco; così è anche per il cecoslovacco. Per i motivi sopraesposti il neo-proprietario, non appena portato il cucciolo a casa, avrà due compiti ben precisi, da non rimandare, importanti quanto la cura della salute fisica e l'alimentazione.
Il primo è quello di socializzarlo correttamente nel mondo degli uomini consentendogli numerose esperienze di vita.
Il secondo è stabilire la corretta gerarchia che deve vedere sempre l'uomo capobranco e mai il cane, beninteso che questo va visto nell'ottica della cooperazione per il bene del branco stesso e non della prevaricazione prepotente dell'uno sull'altro.
La sottovalutazione di questi due passaggi semplici e tutto sommato di non difficile realizzazione, può crescere un cane che trasformerà la diffidenza in paura e che potrà - il maschio in particolare - essere attore di manifestazioni di aggressività da dominanza all'interno della famiglia per quanto riguarda cibo, riposo e territorio proprio dell'individuo. Come i lupi del resto fanno all'interno del branco. Al contrario un cane correttamente inserito nel nuovo branco, il nucleo familiare, svilupperà un forte attaccamento e si dimostrerà molto affettuoso verso tutti i componenti. La capacità di apprendimento è notevole, gli esercizi possono essere insegnati con relativamente poche ripetizioni; il tempo di attenzione non è in genere elevatissimo, quindi saranno opportune brevi sedute e stimoli diversi.
Molto dotati per le piste che seguono a testa piuttosto alta. Elevata la robustezza e la resistenza fisica. L'impiego nell'utilità e difesa agonistica (brevetti IPO) va visto come riferimento per la selezione, infatti per il conseguimento del titolo di Campione Internazionale di Bellezza, è necessaria la prova di lavoro; non deve essere però la motivazione prima per acquisire un soggetto di questa razza essendovene altre in cui esistono linee di sangue selezionate appositamente.
Oggi numerosi soggetti si dedicano alla protezione civile, all'obedience e anche all'agility.
Il compito primo degli allevatori è selezionare soggetti sani, tipici ed equilibrati che possano essere inseriti in famiglia. Tutti possono svolgere bene il compito di guardiani nell'ambito domestico; sconsigliata invece l'idea dell'impiego quali guardiani lasciati soli presso capannoni o simili.
Il compito primo del potenziale padrone è viceversa quello di rispettare questa sua natura, e di dimostrarsi sempre all'altezza.
In conclusione, per riprendere il titolo, tutti possono avvicinarsi a questa razza, senza timori reverenziali certo, ma soprattutto senza sottovalutare la natura di questi soggetti. E senza dimenticare quanto sia importante per loro avere un padrone sereno e sicuro che sappia essere un capo e non un tiranno.

Arnaldo Balatroni


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